the big scary unknown.

i'm letting you off the hook.

it seems right now that all i’ve ever done in my life is making my way here to you.

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quando le giornate sono vuote, qualcosa torna a pesarmi sulla testa sulle spalle sul petto sul cuore, qualcosa che riaffiora solo quando sono circondata dal vuoto e dal silenzio.
come dimenticare come dimenticare come dimenticare. ma dimenticare non si può, non siamo fatti per questo, non dimentichiamo, noi. i ricordi sbiadiscono, sai, alcuni più in fretta di altri, e in modi diversi, ma è questo – solo questo – che fanno: sbiadiscono. il passato. come si può pensare di dimenticare qualcosa di così grande? dovrei arrendermi a questa ovvietà, arrendermi ad avere per sempre nella mia testa il ricordo di quando seguivo ad occhi chiusi una strada sterrata senza mai voltarmi indietro – e ogni tanto bisognerebbe, invece, fermarsi e pensare se ciò che abbiamo davanti ne valga realmente la pena o meno – e inciampavo e polvere e sassi e ghiaia e sporco e umidità e. spesso mi chiedo cosa mi abbia spinta a proseguire. sono la stessa di sempre eppure fatico a riconoscermi, a volte. chissà come sarei, adesso, se avessi fatto una scelta diversa, se non avessi ceduto – per una volta, cristo, una sola volta – alle mie debolezze, se avessi dato importanza alla razionalità e non ai nostri istinti di evasione e incoscienza, se per una volta tu avessi fatto l’adulto, per un solo attimo nella tua vita, niente sarebbe accaduto e io non dovrei portarmi addosso tutt’ora il peso di quelle ansie e di quelle menzogne e di tutta quella insensatezza.

ricordo di com’era soffocante, la mia vita, allora. ricordo l’eccitazione per una vita fuori da ogni schema prestabilito, ricordo in un certo senso il piacere di sapermi anni luce lontana dai miei coetanei e la fierezza di sentirmi grande e non poter essere capita. ma questa è solo una parte, è solo una piccola scheggia di luce in mezzo alla burrasca in cui stavo naufragando. perchè poi ricordo il dolore, l’inascoltabile dolore del non poter condividere in alcun modo l’assurdità di ciò che mi stava accadendo, l’assordante sofferenza di sapermi già troppo grande e non poter essere compresa. ci sono esperienze che non si dovrebbero fare. ma, più di tutto, bisognerebbe evitare di fare certe esperienze con le persone sbagliate.
ricordo com’era soffocante, la mia vita, allora. e non riesco a credere di essere arrivata a questo punto e di essere così felice e al sicuro. è questa certezza che mi salva, sempre. sapere che in realtà sono felice. anche quando non lo sento, anche quando spreco le mie giornate a piangermi addosso e commiserarmi, anche quando riconosco di avere sempre i soliti problemi con me stessa e di non essermi mai fatta aiutare da nessuno. mai a nessuno ho permesso di allungare una mano nella mia direzione, mai a qualcuno che ne sapesse più di me. sono sempre fuggita dalle persone che potevano capirci qualcosa di più. soffro per un equilibrio che mi manca ma non chiedo aiuto, mai.
ma il fatto è che nonostante tutto, nonostante i problemi che ho, nonostante me, io so che non sono mai stata così felice in vita mia. e questo è straordinario e non riuscirò mai a capacitarmi della fortuna che ho avuto, così grande che mi sembra di non aver mai vissuto altre storie al di fuori di questa, che tutte le altre persone che ho guardato sfiorato toccato baciato e ascoltato mi sembrano assolutamente dissolte nel nulla perchè niente ha mai avuto la stessa sfolgorante concreta lucentezza e serenità di ciò che sto vivendo adesso.

ho sempre avuto paura della vita, io. il fatto è che ci ho sempre prestato attenzione, ecco. ho sempre pensato e calibrato ogni cosa mentre c’è chi la vita se la vive e basta, sai, senza arrovellarcisi troppo, e forse quello è il metodo giusto per stare bene, chi lo sa. io ho sempre pensato a tutto, invece, alla vita intera, e probabilmente dò spesso troppa importanza alle cose, anche a quelle che non ne hanno, ma sono proprio fatta così, e per questo motivo io non sono mai stata veramente io con la maggior parte delle persone che ho conosciuto e frequentato, sono sempre stata una io a metà, o a tre quarti, ecco. sentirsi liberi, di fare, dire ed essere, con le persone non è facile. non è facile trovare qualcuno adatto a contenere tutta te stessa, ogni briciola del tuo corpo e dei tuoi pensieri, senza che sembri forzato o falso. liberarsi con un’altra persona, tutto questo non è facile.
e adesso invece ce l’ho fatta. sembra incredibile, ma ci sono riuscita davvero. quella persona esiste, per me, esiste ed è mia e d è ciò che mi fa dire, senza riserve, che sono felice e sono libera. l i b e r a. e capisco il valore della vita, è assurdo ma adesso lo capisco. io sono fatta così, penso che tu sia la cosa più preziosa che ho ed è così che voglio trattarti, dandoti tutto, tutto ciò che possiedo e tutto ciò che sono, per ripagarti di ciò che hai fatto per me, da quando mi hai raccolta, il primo giorno, strappandomi via dal buio e riportandomi alla luce e mostrandomi che un senso c’è, fino ad oggi, che sei sempre in grado di stupirmi, e, quando sono in difficoltà, parlarmi e farmi capire che anche se certe cose ti piace tenertele dentro, in realtà mi hai capita meglio di chiunque altro e forse meglio di me stessa.
e così io ti guardo, ti guardo sempre, sempre con la stessa sorpresa della prima volta, e quando facciamo l’amore ti guardo in faccia e proprio in quel momento, tra i respiri, vorrei dirti che sei la mia meraviglia la mia casa il mio rifugio la mia giornata di pioggia a guardare il mare la neve fuori dalla finestra la neve che cade sulla mia testa le mie serate stanche e le mie notti a pensarti, il mio futuro la vita che ho sempre aspettato i miei progetti la mia sostanza.
e così io ti guardo sempre e in ogni sguardo ritrovo lo stupore e lo splendore del primo giorno che ti ho visto, del primo giorno che ti ho parlato, che mi sembrava incredibile e invece io c’ero, c’ero davvero, e per la prima volta c’ero nel posto giusto, e c’ero con la persona giusta, e c’ero con tutta me stessa.

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Written by straining

luglio 21, 2009 a 4:31 pm

Pubblicato su Uncategorized

2 Risposte

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  1. Non ti leggo da un sacco di tempo,e ora ti vedo così libera,così felice che fa male agli occhi,e sorrido perchè mi sembra che tu abbia lasciato indietro una zavorra,che tu abbia alzato l’ancora.

    com’è bella,quella foto 🙂
    un abbraccio.
    G.

    LaSenzaNome

    luglio 22, 2009 at 10:53 pm

  2. E bisogna arrendersi a questa vita,che è fatta così, in grado di sorprenderti sempre, ti porta a sorridere nei momenti meno impensabili – che poi,il tuo sorriso è contagioso,questa è la cosa più bella-.
    il fatto che tu ti senta libera, è un fatto semplicemente fantastico,libera da te stessa,libera di essere te stessa,mettiamola come vogliamo.

    [sono tornata nel mondo dei blog 😉 ]
    Un bacio,
    Sara.

    Sara

    luglio 30, 2009 at 2:37 pm


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